Castrignano del Capo, non Gagliano
Torre Marchiello si trova a ridosso della litoranea tra Leuca e Marina di Felloniche.
Il parent editoriale viene portato a Santa Maria di Leuca.
Un rudere quasi scomparso a ridosso della litoranea tra Santa Maria di Leuca e Felloniche, testimonianza della rete cinquecentesca di torri costiere.
Torre Marchiello si trova nel Comune di Castrignano del Capo. Oggi resta soprattutto una parte molto ridotta del basamento, per cui la visita va intesa come tappa storico-paesaggistica e non come torre da esplorare.
Torre Marchiello si trova a ridosso della litoranea tra Leuca e Marina di Felloniche.
Il parent editoriale viene portato a Santa Maria di Leuca.
La torre è in stato di abbandono e oggi ne resta soprattutto una parte del basamento circolare.
Non aspettarti una torre integra o un interno visitabile.
Compare nella cartografia antica e negli elenchi dei Viceré del 1569.
Questo colloca la struttura pienamente nel sistema difensivo cinquecentesco.
Documenti storici ricordano interventi di riparazione; nel 1760 la spesa elevata indica una struttura già molto deteriorata ma ancora utile.
Nel 1825 risultava in buono stato.
La torre risultava ancora impiegata dalla Guardia Doganale.
La funzione del sito continuò ben oltre la stagione delle incursioni corsare.
La fonte ricostruisce un basamento presumibilmente di circa 12 metri di diametro.
La misura riguarda la struttura originaria ricostruibile dai ruderi.
Marchiello faceva parte della catena visuale costiera tra questi due presidi.
Abbinala alle grotte di ponente e alla Torre dell’Omomorto.
Le rovine sono indicate come demaniali.
Non salire sui resti e non interpretare il rudere come spazio liberamente esplorabile.
Il rudere è vicino alla litoranea ma non abbiamo verificato parcheggio dedicato, passerelle o servizi.
Solo breve sosta con sorveglianza, lontano da scogliera e pietrame.
Scarpe chiuse, acqua, cappello e protezione solare se la inserisci in una passeggiata costiera.
Osserva il rudere da punti stabili senza arrampicarti.
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Una grande grotta marina del versante ionico di Santa Maria di Leuca, nel territorio di Castrignano del Capo, famosa per una roccia sporgente che ricorda la testa di un drago.
La Caverna delle Ossa di Punta Ristola è censita dal Catasto Speleologico pugliese. È una cavità di interesse naturalistico e paleontologico su costa rocciosa: non va presentata come normale spiaggia né come grotta da esplorare autonomamente a nuoto.
La Grotta del Diavolo di Punta Ristola è documentata dal Comune e dal Catasto Speleologico. Il Comune ricorda gli scavi di Ulderico Botti del 1871 e i reperti preistorici rinvenuti; è quindi un luogo archeologico oltre che naturale e non va ridotto a semplice meta per tuffi.
Una grande cavità marina del versante ionico di Leuca, poco oltre Grotta dei Giganti, con due ingressi semisommersi e una tradizione legata al ricovero dei pescatori durante le burrasche.
Punta Ristola è il promontorio roccioso sul lato occidentale della baia di Leuca e ospita diverse cavità censite, tra cui Grotta del Diavolo e Caverna delle Ossa. È soprattutto un belvedere naturale: mare profondo, falesia e grotte richiedono prudenza.
Una delle cavità marine più riconoscibili del versante ionico di Santa Maria di Leuca, con tre grandi aperture che confluiscono in un’unica grotta.
Grotta Porcinara è uno dei siti archeologici più importanti di Leuca: il Comune documenta tre ambienti scavati e numerose iscrizioni antiche legate alla navigazione e al culto. La fruizione va considerata archeologica e controllata; non promettiamo accesso libero all’interno.
Una cavità marina del versante di ponente di Leuca, vicinissima alla Grotta del Fiume, nota per le forme calcaree che la tradizione popolare associa alle figure di un presepe.
Le Grotte Cazzafri sono le prime grandi cavità del versante di Levante subito oltre il porto, ai piedi del promontorio di Punta Meliso. Il Comune le cita tra le grotte di Leuca e la Pro Loco le descrive come un gruppo di cavità osservabili soprattutto dal mare.
Una grotta marina del versante ionico di Santa Maria di Leuca, conosciuta anche come Grotta del Canale del Rio o Sparascenti, caratterizzata da un piccolo flusso di acqua dolce che si mescola al mare.
Grotte di Terradico è un complesso di cavità e fenditure censite nel territorio di Gagliano del Capo, lungo il versante di Levante tradizionalmente incluso negli itinerari delle grotte di Leuca. La posizione deriva dal Catasto Speleologico 2026; accesso dal mare e condizioni di visita devono essere valutati con mare calmo e senza improvvisare ingressi in cavità.
Capo Santa Maria di Leuca identifica il promontorio di Punta Meliso, con faro e santuario sulla sommità. È un punto geografico e panoramico, non una spiaggia; l’idea dell’“incontro dei due mari” va intesa soprattutto come riferimento geografico e tradizionale, non come una linea sempre visibile in acqua.
Grotta di Purraru è una cavità censita nel territorio di Gagliano del Capo, lungo il versante di Levante tradizionalmente incluso negli itinerari delle grotte di Leuca. La posizione deriva dal Catasto Speleologico 2026; accesso dal mare e condizioni di visita devono essere valutati con mare calmo e senza improvvisare ingressi in cavità.
Grotte di Vedusella è un gruppo di cavità censite nel territorio di Gagliano del Capo, lungo il versante di Levante tradizionalmente incluso negli itinerari delle grotte di Leuca. La posizione deriva dal Catasto Speleologico 2026; accesso dal mare e condizioni di visita devono essere valutati con mare calmo e senza improvvisare ingressi in cavità.
Le Mannute sono una falesia e un sistema di cavità censiti nel territorio di Gagliano del Capo, sul versante di Levante. Senza una verifica tecnica aggiornata, le vie di arrampicata non vanno presentate come percorsi sicuri o adatti ai principianti.
Il Catasto Speleologico distingue tre cavità denominate Le Due Pietre – settentrionale, centrale e meridionale – nel territorio di Gagliano del Capo. La scheda usa come riferimento la cavità centrale e tratta il luogo come sistema di grotte costiere, non come una singola apertura da raggiungere a nuoto.
Grotta dei Libri è una cavità censita nel territorio di Gagliano del Capo, lungo il versante di Levante tradizionalmente incluso negli itinerari delle grotte di Leuca. La posizione deriva dal Catasto Speleologico 2026; accesso dal mare e condizioni di visita devono essere valutati con mare calmo e senza improvvisare ingressi in cavità.
Grotta Galategghiu è una cavità censita nel territorio di Gagliano del Capo, lungo il versante di Levante tradizionalmente incluso negli itinerari delle grotte di Leuca. La posizione deriva dal Catasto Speleologico 2026; accesso dal mare e condizioni di visita devono essere valutati con mare calmo e senza improvvisare ingressi in cavità.
Torre dell’Omomorto, o Torre dell’Uomo Morto, è una torre costiera storica di Santa Maria di Leuca. Le fonti comunali ricostruiscono la storia del sistema difensivo locale; oggi la torre va considerata un monumento da osservare con rispetto, senza salire sui ruderi o oltrepassare proprietà e recinzioni.
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La geografia della scheda segue Santa Maria di Leuca e il territorio di Castrignano del Capo, con collegamenti alle località costiere vicine.
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